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bisogna sempre parlare chiaro...

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bisogna sempre parlare chiaro...

Messaggio Da bardamu il Dom 21 Feb 2016 - 9:30

Riporto l'ampia intervista rilasciata da Spalletti in conferenza stampa, in cui i passi più salienti ed espressi in modo più netto sono stati da me evidenziati in neretto... se qualcuno non capisce cosa vuole dire il tecnico può farmelo sapere e cercherò di spiegarlo meglio (sempre con parole sue)

DA TRIGORIA - Domani Totti torna a giocare dal primo minuto. Questa è una delle notizie date da Luciano Spalletti in conferenza stampa, alla vigilia del match contro il Palermo. Il capitano giallorosso, entrato in campo contro il Real Madrid a quattro minuti dalla fine, è pronto a riprendersi una maglia da titolare ma a patto che torni a sentirsi un calciatore non estraneo dal gruppo. “Io credo e considero così fortemente Totti un calciatore che lo valuto al pari degli altri. È importante che lui si senta considerato al pari degli altri. Sono convinto che lui possa dare un immenso aiuto alla squadra sotto l’aspetto della qualità”. Un passo indietro del tecnico giallorosso, che nelle scorse settimane aveva in qualche modo cercato di evitare qualsiasi dichiarazione o polemica. “Ma questa settimana Totti si è allenato bene. È un periodo che si allena con continuità, eccetto qualche allenamento. Domani potrebbe essere pronto per giocare, e questo non esclude l’assenza di Dzeko”.

TORNA STROOTMAN – È esclusa invece la presenza di Daniele De Rossi, che resterà fuori per circa un mese per la lesione mio-fasciale di primo grado del soleo della gamba sinistra. Spalletti fa mea culpa per averlo inserito in campo a tredici minuti dalla fine del match contro il Real: “Mi sento responsabile per la sua ricaduta, dovevo prendere in considerazione il suo stato fisico, non ho scusanti”. Sarà un’assenza pesante la sua, la Roma giocherà cinque partite – Fiorentina e il ritorno contro il Real su tutte – senza il centrocampista: “Perdiamo un giocatore importante ma ne abbiamo altri per sostituirlo”. Insomma, tutti importanti ma nessuno indispensabile. “Abbiamo Vainqueur, Keita, e domani torna Strootman: il ragazzo è tra i convocati e si sta allenando bene”.

RIPARTENZA - Domani sera il Palermo, squadra che lotta per la salvezza e rinvigorita dal ritorno di Iachini. I giallorossi non dovranno sottovalutare la partita, e cercare di incanalare la quinta vittoria consecutiva in campionato. Sarà importante osservare la reazione della squadra dopo la sconfitta di Champions: “Ripartiamo analizzando quello che è successo, dall’evidenza dei fatti e tenendo in considerazione quello che era stata la ricerca nella preparazione, dei presupposti. Viene fuori quello che è andato bene e quello che invece è andato male, sempre di fronte a un confronto diretto con la squadra. È il pacchetto dell’analisi della partita che ti fa ripartire. È vero che alcune cose le abbiamo fatte molto bene, altre invece vanno migliorate velocemente perché non sono state positive”.

Questa la conferenza stampa integrale di Luciano Spalletti (trascrizione a cura di Melania Giovannetti):

Come si riparte dopo una partita come quella contro il Real Madrid: prestazione positiva e risultato negativo?
Si riparte analizzando quello che è successo, dall’evidenza dei fatti tenendo in considerazione quello che era stata la ricerca nella preparazione, i presupposti. Poi viene fuori quello che è andato bene e quello che è andato male di fronte a un confronto diretto con la squadra, senza essere banali. E’ proprio il pacchetto dell’analisi della partita che ti fa ripartire, senza tenere nascosto niente perchè bisogna portare tutto in superficie, sia le cose buone che le cose meno buone. E’ vero che alcune cose le abbiamo fatte molto bene e lì dobbiamo appoggiarci, altre vanno migliorate velocemente perché non le abbiamo fatte bene.

Le leggo le dichiarazioni di Sousa sulla squalifica di Zarate per tre giornate. Ha detto: “Nella lettura che faccio io del calcio italiano era chiaro che sarebbe arrivato a saltare la sfida con la Roma, vedendo altri casi simili passati. La mia previsione era giusta”. Le vuole commentare?
Bisogna che ribadisca delle cose che ho già detto: Sousa mi sembra una bella persona, un grande campione e un grande allenatore. Però proprio perché è stato un grande campione che ha giocato in squadre importanti ed ha vissuto periodi importanti in Italia, è segno che lui le cose le sa e che quello che dice è quello che sa. Probabilmente è così, perché lui ne sa più di me di queste cose, io non sono mai stato un giocatore importante che ha vissuto delle situazioni di calcio importanti con le quali si riescono a sapere certe cose, quello che dice lui è quello che sa.

Quanto peserà l’assenza di un mese di De Rossi? Vainqueur può essere l’alternativa già da domani? Oppure anche Keita e Strootman quando tornerà?
Quella che è successa a Daniele purtroppo è una cosa che mi sento addosso, perché poi quando metti in campo un giocatore e dopo 10 minuti si fa male è segno che c’era qualcosa da tenere in considerazione, che non ho considerato. Di conseguenza devo fare mea culpa, e mi dispiace, perché poi ora non avremo il calciatore per un po’ di tempo. Dipende da me, sono io chi fa le scelte in fondo non devo andare a cercare scusanti di nessun genere. Io ho visto gli allenamenti, e come l’avete messo in formazione, però poi le considerazioni vanno fatte fino in fondo, bisogna guardare tutti i particolari: se il risultato è questo, di conseguenza ho sbagliato io.

Senza De Rossi in questo mese, considerando anche l’importanza del giocatore dal punto di vista del palleggio e del pressing, sarà più facile vedere una Roma con una difesa a 4 o a 3? Che cosa cambia effettivamente senza Daniele?
Il fatto predominante è che perdiamo un giocatore importante, poi per il resto abbiamo le possibilità di sostituirlo, perché Vainqueur è un giocatore che ha fatto vedere che su di lui ci si può appoggiare, si può contare. Da domani viene Strootman, per cui è dentro e sta lavorando bene, si sta evolvendo bene il suo recupero. C’è anche Keita che io non ho fatto giocare ma tutti sappiamo il suo valore, per cui noi siamo coperti, c’è soltanto il dispiacere di non avere anche l’apporto di un calciatore dello spessore di Daniele.

Dopo 7 partite le chiedo: in questo momento, rispetto alle sue aspettative, questa squadra è più avanti o più indietro?
Mi aspettavo di poter incidere forse un pochettino di più sotto l’aspetto del contributo nervoso all’inizio, mentre ci abbiamo messo qualche giorno in più per andare a vedere meccanismi che funzionavano. Perché ci sono stati anche dubbi nelle partite vinte, perché qualche partita poteva essere andata diversamente, non perché non ce la siamo meritata, ma perché abbiamo prestato il fianco alle avversarie che ci hanno creato dei problemi. Io sono abbastanza contento del lavoro della squadra, perché vedo che le situazioni stanno progredendo di giorno in giorno: vedo il modo di lavorare che è quello corretto, vedo tutti predisposti per migliorarsi ulteriormente, e questa è la cosa che mi dà forza e che mi dà fiducia per il futuro.

Pjanic è stato in ombra contro il Real. E’ un giocatore al quale manca ancora una certa continuità per essere considerato un giocatore di prima fascia? Ti aspetti di più da lui?

Mire è un giocatore che ha una qualità immensa. E’ vero che è stato sottolivello mercoledì, però ha corso tanto, è andato a fare quello che speravo non succedesse, perché il mio disegno era quello di mantenere più possesso palla della squadra che avevamo davanti, e se tu mantieni possesso palla, poi fai meno fatica. Lui così avrebbe avuto la possibilità di esprimere le sue qualità, quando, invece, il possesso palla l’ha comandato il Real noi ci siamo dovuti adeguare, abbiamo dovuto scivolare da destra a sinistra diverse volte, e questa copertura dei due terzini molto alti spesso comportava che il centrocampista poi arrivasse fino in fascia e lo ha costretto ad un lavoro che gli ha fatto disperdere un po’ delle sue qualità. Per cui la sua prestazione al di sotto si può leggere molto in quest’analisi, però può e deve fare di più.

Mercoledì c’è stata una certa attesa sull’ingresso in campo di Totti. Mi sembra che tu l’avessi sollecitato prima e forse non era ancora pronto per entrare, puoi chiarire questa cosa?

Noi facciamo scaldare a turno i giocatori ed a questo ci pensano i preparatori. Poi ad un certo punto ho chiesto al mio collaboratore di chiamarlo, lì probabilmente Totti non ha capito ed è tornato indietro, poi sono andato io a chiederglielo ed ha detto che sarebbe entrato, è tutto normale.

L’esclusione che ha lasciato tutti un po’ di stucco è stata quella di Dzeko contro il Real Madrid. Il giocatore come ha preso l’esclusione? Domani gioca?
Quando si fa questo lavoro qui, soprattutto quando sei in una squadra come la Roma, purtroppo di gente ne rimane fuori e non è che poi ci io mi posso aspettare che ci rimangano benissimo, però poi devono essere dentro un comportamento professionale perché se no non va bene, poi anch’io mi posso comportare male con loro. Loro lo fanno, ma allo stesso tempo non ci rimangono bene, ma questo è un segnale per gli altri, perché a me fa piacere che ci siano rimasti male, perché se uno poi non dà il contributo, loro si fanno trovare pronti se effettivamente hanno questa voglia di dimostrare. L’altra sera in panchina ce n’erano diversi, però poi tutto si è sfilato in maniera corretta di quella che dev’essere una professionalità ed un ruolo da mantenere in maniera corretta. Domani Dzeko può giocare, come ne possono giocare altri, e non è che detto che uno poi escluda l’altro. E’ uno di quelli che può giocare..

Castan lo sta vedendo meglio? Ha visto progressi? Iago Falque sta meglio?
Iago è un giocatore che fino ad ora è rimasto a fare dei lavori in più di quelli della squadra perché probabilmente sentiva il bisogno di incrementare la sua condizione fisica, mi ha fatto piacere. È un buon calciatore perché riesce a fare più cose, riesce a fare più ruoli. Secondo me diventa forte messo in condizione di fare quello che è il suo ruolo. E’ un buon calciatore perché li rigore tutti, è uno che si adatta a fare tutto. Io lo tengo in considerazione come tengo in considerazione tutti gli altri. Leo si sta impegnando in una maniera straordinaria. In quel periodo lì avevamo fatto i discorsi che poteva anche fare esperienze di completamento dopo quello che gli è successo. Lui ha preferito rimanere, viste le considerazioni nostre e soprattutto sue ha pensato che gli avrebbe fatto bene restare qui per completare questo suo recupero. E’ rimasto qui, per cui io lo guardo come un altro calciatore e naturalmente valuto di conseguenza di quello che vedo, senza andare a mettere sempre occhio a quello che è successo in precedenza. Lui è l’evidenza dei fatti. Io cerco di metterla in pratica con tutti l’evidenza dei fatti, cerco sempre di tenere in considerazione tutti e tutto per il bene della Roma. Io sono qui per fare questo, non faccio differenza da questo punto di vista qui. È la Roma la cosa più importante che noi abbiamo davanti, soprattutto i risultati sono importanti. Non noi soltanto, anche quei 60mila dell’altra sera. Quei 60mila dobbiamo tenerli in considerazione, quello è un patrimonio che ci deve dare responsabilità e sostegno, da tenere sempre presente, a cui dobbiamo essere devoti. Noi siamo fortunati ad avere un patrimonio così importante dietro.

Salah è un giocatore che nei primi metri è imprendibile per qualsiasi terzino del campionato italiano, hanno faticato anche Marcelo e Varane. Poi negli ultimi metri, quando entra in area, perde un po’. Lei come sta intervenendo per renderlo un giocatore letale?
Io gli ho detto di seguitare, di non fermarsi e fare anche quei 5 metri in più (ride, ndR). Son d’accordo con te sul fatto che lui ha questo scatto bruciante e via dicendo, proprio perché lo ha e riesce a mantenerlo per una lunghezza così importante poi quando arriva in fondo qualcosa in lucidità si perde perché brucia molto. Lui è anche uno di quelli che riesce a farne due di scatti. Io ho avuto calciatori che quando davano queste accelerazioni così importanti poi avevano bisogno del recupero, non riuscivano proprio a ripartire. Avevano bisogno di poter rimettere a posto la loro condizione, invece lui riesce a farne anche più di uno. Non ha attraversato un bellissimo periodo dal punto di vista fisico, probabilmente in questo momento di scatti riusciva a farne soltanto uno, non riusciva a mettere il secondo con quel completamento a cui ti riferivi te, ma questo è dettato da una sua condizione. Lui ha personalità quando è davanti alla porta, sceglie e sceglie bene. Ha un gran piede, è convinto della sua forza e della sua personalità. C’è dispiacere che in qualche situazione non abbia fatto gol, però ci sono tutte le qualità perché questo avvenga sempre. La partita dell’altra sera ha fatto vedere che lui è un calciatore che in questo momento ci può dare un contributo importante, per cui noi lo teniamo stretto perché domani può aiutarci molto per tentare di vincere questa partita delicata.

Parliamo di Totti: lei ha parlato di evidenza di fatti in questa conferenza stampa. Io le giro la domanda che ha fatto Totti a un cronista spagnolo, dicendogli “Che ci fai con me ormai?”. Come risponderebbe lei?
Io credo e considero così in maniera forte Totti un calciatore che lo valuto al pari degli altri. È importante che lui si senta considerato al pari degli altri. Il nostro obiettivo sono sempre i risultati, per i risultati io devo mettere in campo quella considerazione e quell’equilibrio nel modo di creare un contesto di squadra che sia giusto per quello che riguarda il mio ruolo. Io sono convinto che lui possa dare un immenso aiuto sotto l’aspetto della qualità alla sua squadra, alla nostra squadra. Lo deve fare da dentro il gruppo, non deve essere troppo distante, se no gli altri si rischia che non ce la facciano a seguirlo, perché è talmente laggiù. La ribalto ancora: lui ha bisogno del gruppo, non può stare laggiù da solo. Di conseguenza la mia considerazione va dentro tutte queste cose che ho elencato. Questa settimana Totti si è allenato bene. È un periodo che si allena con continuità, eccetto qualche allenamento e qualche acciacco che ha avuto. È venuto il giorno dopo la partita con il Real, ha fatto quello che hanno fatto gli altri. Secondo me può esser pronto per giocare perché è dentro il gruppo, se la considerazione è questa. Io non faccio il trombettiere, faccio l’allenatore. Però anche io a volte ho contribuito a farlo essere un po’ fuori dal gruppo nella gestione precedente. Questo secondo me non ha fatto bene né alla squadra ma soprattutto a lui. Lui ha bisogno del lavoro della squadra, lui riesce a dare qualità se gli altri recuperano palla, se vanno in profondità, perché poi lui te la mette con i giri contati sulla corsa. I ragionamenti sono tutti questi e debbono collimare per arrivare al risultato della squadra. Lui ultimamente ha fatto bene sotto l’aspetto dell’impegno, secondo me ci potrebbe essere il contesto perché Totti sia titolare domani. Questo non esclude Dzeko, lo dico perché se no voi prendete e mi create un’altra situazione dove poi si affossa un calciatore o lo si mette in contrasto con un altro, cosa che io non faccio e che non esiste. Domani potrebbero giocare anche tutti e due.

Quindi li metterò in formazione…
Secondo me fai bene.
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Messaggio Da QuattroTreTre il Dom 21 Feb 2016 - 9:43

Parlare chiaro... insomma
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Messaggio Da bardamu il Dom 21 Feb 2016 - 10:08

Il lessico spallettiano è fatto di passi micidiali e questo è uno di quelli...

Quando si fa questo lavoro qui, soprattutto quando sei in una squadra come la Roma, purtroppo di gente ne rimane fuori e non è che poi ci io mi posso aspettare che ci rimangano benissimo, però poi devono essere dentro un comportamento professionale perché se no non va bene, poi anch’io mi posso comportare male con loro. Loro lo fanno, ma allo stesso tempo non ci rimangono bene, ma questo è un segnale per gli altri, perché a me fa piacere che ci siano rimasti male, perché se uno poi non dà il contributo, loro si fanno trovare pronti se effettivamente hanno questa voglia di dimostrare. L’altra sera in panchina ce n’erano diversi, però poi tutto si è sfilato in maniera corretta di quella che dev’essere una professionalità ed un ruolo da mantenere in maniera corretta

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nel giorno della morte di Umberto Eco bisognava impedire ogni manifestazione che bistrattasse in tal modo non solo la lingua italiana ma anche il regolare susseguirsi dei concetti che pretende la logica. Ma bisogna dire che anche i giornalisti ci si mettono e a volte fanno domande difficili... Very Happy
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Messaggio Da QuattroTreTre il Dom 21 Feb 2016 - 10:11

Io sono convinto che lui possa dare un immenso aiuto sotto l’aspetto della qualità alla sua squadra, alla nostra squadra. Lo deve fare da dentro il gruppo, non deve essere troppo distante, se no gli altri si rischia che non ce la facciano a seguirlo, perché è talmente laggiù. La ribalto ancora: lui ha bisogno del gruppo, non può stare laggiù da solo.


Ma che posto è sto "laggiù" haha
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Messaggio Da Cerezo74 il Dom 21 Feb 2016 - 10:33

l'inferno?
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Messaggio Da Framusician il Dom 21 Feb 2016 - 10:37

Chissà se Garcia diceva "là-bas"!
Io penso voglia dire "lontano", comunque.
Certo che poniamo che uno voglia chiarirsi con Spalletti, e lui parla così!
Se parla con Totti, lui j'arisponne "E che vor di'?"
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Re: bisogna sempre parlare chiaro...

Messaggio Da Framusician il Dom 21 Feb 2016 - 19:52

Stavo rileggendo questo topic, e pensavo...
In conferenza stampa, Spalletti parlava bene di Totti e ammetteva di aver sbagliato in passato, questo almeno si capisce.
(Anche se quella cosa del "considerarlo talmente un calciatore che li considera alla stessa stregua degli altri" sembra un po' una presa per fondelli...)

Ma la famosa intervista quando c'è stata, prima o dopo?
Perché cambiano un po di cose.

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Re: bisogna sempre parlare chiaro...

Messaggio Da bardamu il Dom 21 Feb 2016 - 22:48

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Messaggio Da GialloRosso81 il Dom 21 Feb 2016 - 22:50

Spalletti non aveva ancora visto la seconda parte dell'intervista di Totti, quella peggiore.
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Re: bisogna sempre parlare chiaro...

Messaggio Da aleforzaroma il Mer 24 Feb 2016 - 21:25

Speriamo che sta storia del c***o finisca quanto prima onestamente il problema Totti è solo un suo problema non certo della squadra che fa gioco e risultati tranquillamente anche senza il suo ormai ex calciatore.
x carità è sicuramente  il più rappresentativo x la sua  storia, ma che sa anche di essere un ex da tempo nonostante quello che insiste ad affermare davanti alla tv forse solo per avere un po di coccole quelle che non hanno mai mancato di fargli i suoi tifosi anche quando sbagliava.Nessuno è eterno e totti non fa eccezione, ergo levati dalle palle, naturalmente con tutti gli onori , ma levati dalle palle calcisticamente parlando.
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