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addio

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addio

Messaggio Da Cerezo74 il Gio 6 Ott 2016 - 20:43

un addio a quel xxxxxxxxxxxxxxx di sabatini che ha volutamente tarpato le ali a totti e compagni  (che altrimenti avrebbero dominato il calcio mondiale degli ultimi 5 anni).

al suo posto dovrebbe andare tale massara il suo vice,

se tanto mi da tanto sospetto fortemente che l'anno prossimo torneremo in mano a quel minchine che legge santa gostino


piuttosto prendiamo il ds della stragiugiu ma io quello li non lo voglio proprio rivedere,già mi rode il kulo che sia ancora in qualche modo in rapporto con le roma,se me lo ripresentano l'anno prossimo nooooooooooooo
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Re: addio

Messaggio Da Framusician il Gio 6 Ott 2016 - 23:10

Riprendiamo Pradè?
A fare le nozze con i fichi secchi era bravissimo, e di terzini ne capiva.
Ora che non possiamo sprecare soldi potrebbe essere indicato.
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Re: addio

Messaggio Da GialloRosso81 il Gio 6 Ott 2016 - 23:44

Invece a me dispiace che Sabatini se ne vada è uno dei pochi a parlare chiaro e dire cose intelligenti nella Roma, peccato che abbia sbagliato qualche acquisto  ma ha anche portato ottimi giocatori e il saldo per me è positivo, considerato che in realtà il budget da gestire è ed era molto limitato.
Dubito fortemente che qualcun'altro possa fare meglio.
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Re: addio

Messaggio Da Framusician il Ven 7 Ott 2016 - 0:33

Potrà dispiacere ma se ha deciso così non possiamo farci niente.
Di errori ne ha fatti tanti.
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Re: addio

Messaggio Da giova77 il Ven 7 Ott 2016 - 8:36

Era ora, abbiamo bisogno di qualcosa di diverso e di nuovo.

E' stato un operato di alti e bassi, ma troppi giocatori acquistati. Alcune buone intuizioni (Marquinhos, Manolas, El Sharrawy, ecc) ma altri disastri assoluti tipo Iturbe, Jose Angel, Piris, Ucan, ecc

Il nuovo potrebbe essere Carli (ora all'Empoli), ma ci sono altri 2-3 nomi in giro.
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Re: addio

Messaggio Da QuattroTreTre il Ven 7 Ott 2016 - 8:59

Uçan? Il turco, quando ha giocato, ha fatto bene. Anche Gerson farà la sua fine? Essere giovani alla Roma è diventato un limite. Via Pjanic, ci manca l'uomo dall'ultimo passaggio.


Ultima modifica di QuattroTreTre il Ven 7 Ott 2016 - 9:01, modificato 1 volta
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Re: addio

Messaggio Da trecci il Ven 7 Ott 2016 - 9:00

Vogliamo parlare di Gerson?
Non mi esprimo sul calciatore in quanto ha giocato si o no una partita, ma sul valore...16 milioni e rotti per uno che ha 17 anni.
Con quei soldi ti prendevi 2 centrocampisti buoni oppure uno solo ma forte.
Cmq per me Sabatini rimane uno che il suo lavoro lo sa fare, il fatto è che si è trovato dentro un progetto che è chiaro solo a Pallotta, nessuno ha ancora capito che direzione si deve prendere, troppi cambi societari e troppi cambi di direzione.
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Re: addio

Messaggio Da trecci il Ven 7 Ott 2016 - 9:02

QuattroTreTre ha scritto:Uçan? Il turco, quando ha giocato, ha fatto bene. Anche Gerson farà la sua fine? Essere giovani alla Roma è diventato un limite.

Certo che farà la sua fine.
Io uno pagato 16 milioni lo voglio far crescere e quindi lo metto in campo ma nessuno ha il coraggio di farlo men che meno a Roma.
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Re: addio

Messaggio Da QuattroTreTre il Ven 7 Ott 2016 - 9:02

trecci ha scritto:Vogliamo parlare di Gerson?
Non mi esprimo sul calciatore in quanto ha giocato si o no una partita, ma sul valore...16 milioni e rotti per uno che ha 17 anni.
Con quei soldi ti prendevi 2 centrocampisti buoni oppure uno solo ma forte.
Cmq per me Sabatini rimane uno che il suo lavoro lo sa fare, il fatto è che si è trovato dentro un progetto che è chiaro solo a Pallotta, nessuno ha ancora capito che direzione si deve prendere, troppi cambi societari e troppi cambi di direzione.

Gerson lo voleva il Barça, ci sono giovani con quotazioni enormi, è il mercato. Per il resto, quoto.
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Re: addio

Messaggio Da QuattroTreTre il Ven 7 Ott 2016 - 9:03

trecci ha scritto:
QuattroTreTre ha scritto:Uçan? Il turco, quando ha giocato, ha fatto bene. Anche Gerson farà la sua fine? Essere giovani alla Roma è diventato un limite.

Certo che farà la sua fine.
Io uno pagato 16 milioni lo voglio far crescere e quindi lo metto in campo ma nessuno ha il coraggio di farlo men che meno a Roma.

Esatto
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Re: addio

Messaggio Da giova77 il Ven 7 Ott 2016 - 9:04

QuattroTreTre ha scritto:Uçan? Il turco, quando ha giocato, ha fatto bene. Anche Gerson farà la sua fine? Essere giovani alla Roma è diventato un limite. Via Pjanic, ci manca l'uomo dall'ultimo passaggio.

Per Ucan intendevo i soldi buttati via...tipo 12mln, per averlo fatto giocare 2 partite in 3 anni. Operazione completamente insensata
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Messaggio Da giova77 il Ven 7 Ott 2016 - 9:05

trecci ha scritto:Vogliamo parlare di Gerson?
Non mi esprimo sul calciatore in quanto ha giocato si o no una partita, ma sul valore...16 milioni e rotti per uno che ha 17 anni.
Con quei soldi ti prendevi 2 centrocampisti buoni oppure uno solo ma forte.
Cmq per me Sabatini rimane uno che il suo lavoro lo sa fare, il fatto è che si è trovato dentro un progetto che è chiaro solo a Pallotta, nessuno ha ancora capito che direzione si deve prendere, troppi cambi societari e troppi cambi di direzione.

discorso corretto, ma Gerson potrebbe rivelarsi un fenomeno. Ha 18 anni, aspettiamo un attimo
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Messaggio Da giova77 il Ven 7 Ott 2016 - 9:06

QuattroTreTre ha scritto:
trecci ha scritto:
QuattroTreTre ha scritto:Uçan? Il turco, quando ha giocato, ha fatto bene. Anche Gerson farà la sua fine? Essere giovani alla Roma è diventato un limite.

Certo che farà la sua fine.
Io uno pagato 16 milioni lo voglio far crescere e quindi lo metto in campo ma nessuno ha il coraggio di farlo men che meno a Roma.

Esatto

dipende cosa vuole fare Spalletti, se non ha grandi intenzioni nell'immediato, allora che lo mandino in prestito a Gennaio a farsi le ossa in provincia.
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Messaggio Da QuattroTreTre il Ven 7 Ott 2016 - 9:07

giova77 ha scritto:
QuattroTreTre ha scritto:Uçan? Il turco, quando ha giocato, ha fatto bene. Anche Gerson farà la sua fine? Essere giovani alla Roma è diventato un limite. Via Pjanic, ci manca l'uomo dall'ultimo passaggio.

Per Ucan intendevo i soldi buttati via...tipo 12mln, per averlo fatto giocare 2 partite in 3 anni. Operazione completamente insensata

Mi sa che "il progetto" in realtà non esiste.
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Messaggio Da giova77 il Ven 7 Ott 2016 - 9:08

In più mettiamoci pure il casino fatto con i portieri...preso Alisson ad una cifra discreta, si poteva NON rinnovare a Sczezny...invece ora c'è un dualismo preoccupante, tant'è vero che il brasiliano ieri ha sbottato dicendo che così non gli sta bene...
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Messaggio Da giova77 il Ven 7 Ott 2016 - 9:09

QuattroTreTre ha scritto:
giova77 ha scritto:
QuattroTreTre ha scritto:Uçan? Il turco, quando ha giocato, ha fatto bene. Anche Gerson farà la sua fine? Essere giovani alla Roma è diventato un limite. Via Pjanic, ci manca l'uomo dall'ultimo passaggio.

Per Ucan intendevo i soldi buttati via...tipo 12mln, per averlo fatto giocare 2 partite in 3 anni. Operazione completamente insensata

Mi sa che "il progetto" in realtà non esiste.

c'è solo quello dello stadio, che alla fine probabilmente salterà o sarà rinviato per altri 15 anni
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Messaggio Da trecci il Ven 7 Ott 2016 - 9:12

giova77 ha scritto:
trecci ha scritto:Vogliamo parlare di Gerson?
Non mi esprimo sul calciatore in quanto ha giocato si o no una partita, ma sul valore...16 milioni e rotti per uno che ha 17 anni.
Con quei soldi ti prendevi 2 centrocampisti buoni oppure uno solo ma forte.
Cmq per me Sabatini rimane uno che il suo lavoro lo sa fare, il fatto è che si è trovato dentro un progetto che è chiaro solo a Pallotta, nessuno ha ancora capito che direzione si deve prendere, troppi cambi societari e troppi cambi di direzione.

discorso corretto, ma Gerson potrebbe rivelarsi un fenomeno. Ha 18 anni, aspettiamo un attimo

E' vero ma se non lo fai giocare non lo scoprirai mai...
Messi alla sua età era considerato un fenomeno quindi giocava.
CR7 nel Manchester giocava alla sua età.
Spalletti deve avere il coraggio di farlo giocare almeno in partite come quelle con Crotone ed Astra, non chiedo subito derby e Juventus...
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Messaggio Da trecci il Ven 7 Ott 2016 - 9:13

giova77 ha scritto:In più mettiamoci pure il casino fatto con i portieri...preso Alisson ad una cifra discreta, si poteva NON rinnovare a Sczezny...invece ora c'è un dualismo preoccupante, tant'è vero che il brasiliano ieri ha sbottato dicendo che così non gli sta bene...

Giusto, altro caso.
E' vero che il polacco non era certo di tornare ma una volta preso il portiere della nazionale brasiliana non lo vai più a cercare.
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Messaggio Da giova77 il Ven 7 Ott 2016 - 9:39

trecci ha scritto:
E' vero ma se non lo fai giocare non lo scoprirai mai...
Messi alla sua età era considerato un fenomeno quindi giocava.
CR7 nel Manchester giocava alla sua età.
Spalletti deve avere il coraggio di farlo giocare almeno in partite come quelle con Crotone ed Astra, non chiedo subito derby e Juventus...

contro l'Astra ha giocato uno spezzone del secondo tempo, aveva giocato titolare contro il Piltsen ma non aveva brillato, come del resto tutta la squadra, specie nel 1t
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Messaggio Da giova77 il Ven 7 Ott 2016 - 9:41

trecci ha scritto:
giova77 ha scritto:In più mettiamoci pure il casino fatto con i portieri...preso Alisson ad una cifra discreta, si poteva NON rinnovare a Sczezny...invece ora c'è un dualismo preoccupante, tant'è vero che il brasiliano ieri ha sbottato dicendo che così non gli sta bene...

Giusto, altro caso.
E' vero che il polacco non era certo di tornare ma una volta preso il portiere della nazionale brasiliana non lo vai più a cercare.

se avevano intenzione di riprendere Sczezny, allora Alisson dovevano girarlo in prestito per un anno, per fargli "mangiare" un po' di calcio italiano. Due portieri forti insieme non vanno bene, infatti nessuna squadra li ha.
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Messaggio Da Framusician il Ven 7 Ott 2016 - 13:21

Per me uno che prende tanti giovani promettenti ma da verificare pagando li troppo non è bravo.
Uno pagato 16 milioni a 17 anni mi aspetto che sia un campione, invece Spalletti non lo vede proprio.
Spalletti che a suo tempo ha lanciato Rosi in CL!
Non ci sarà qualcosa che non va?
A sprecare i soldi degli altri siam capaci tutti.
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Re: addio

Messaggio Da giova77 il Ven 7 Ott 2016 - 15:41

LA CONFERENZA
“La prima volta in conferenza stavo meglio, ora ho la pressione alta. La mia primissima conferenza stampa non la ricordo bene, ma andiamo avanti tranquillamente. Avrete cose da chiedermi. Non è un bilancio, questa squadra è ancora in attività. Starò dietro a tutto quello che succederà di qui in avanti sentendomi partecipe. La supposta sconfitta del ‘non aver vinto’ ha ancora qualche possibilità di essere ribaltata. La squadra allenata da Spalletti è straordinaria. Vengo da un ciclo lungo di 5 anni positivi dal punto di vista analitico. Dal punto di vista emotivo è mancata la convocazione al Circo Massimo. Quello era non tanto un sogno ma una speranza che si è accesa saltuariamente. Ci sono stati momenti in cui ho pensato che le nostre squadre, di questo quinquiennio, avrebbero potuto competere per lo scudetto. Questo è il mio grande rammarico, mi procura frustrazione, non rabbia ma una tristezza cupa e quieta. Crediamo di aver fatto il massimo. La Roma sono anni che è competitiva, ha fatto due secondi posti e un miracoloso terzo posto grazie a un tecnico straordinario. Concludo dicendo che io sono stato esclusivamente il ds della Roma, ho annullato la mia persona. Non ho fatto nulla nella mia vita che non fosse collegata al mio ruolo con questo club. Non ho scritto, mangiato, litigato senza sapere di essere il ds della Roma. Questa esperienza qui non è stata una frazione di vita, ma è stata una vita. Tutto quello che è successo prima nella mia vita non brevissima è totalmente opacizzato. Sento di aver vissuto per la Roma e sono geloso di questo sentimento. Sono preoccupato dal fatto che chi verrà dopo, per me, sarà difficile da affrontare. Questa è stata la mia vita, non un brandello di vita”.
Cosa porta via con se di questa esperienza alla Roma?
“Le persone che lavorano a Trigoria, tra cui Alessia, Rosangela e le due barman, Manuela… mi hanno sostenuto, nutrito, curato. Vedo tanta altra gente alla quale ho voluto silenziosamente bene. Non sono un esternatore di sentimenti, ma li curo dentro di me. So bene quanto la mia permanenza a Trigoria sia stata sostenuta da tantissime persone. Qui c’è una grande passione per la Roma e tanta competenza. Fidatevi delle nostre persone, sono eccezionali”.
“Nel corso della mia prima volta in conferenza ho detto tante cose, alcune plausibili, altre meno. Volevo stimolare una reazione intellettuale, in questo sta il mio fallimento, non è dei risultati sportivi o nella gestione dei calciatori, so di aver fatto degli errori ma io ho portato la Roma a sedersi su tutti i tavoli del calcio che conta. Ho reso la Roma un’insidia per tutti. Ho fatto un mercato ‘rissaiolo’, ma ci sono sempre stato. In tema di rivoluzione culturale, che è una cosa eloquente e importante, mi riferivo a un’esigenza, quella di pensare alla vittoria non come a una possibilità ma come a una necessità. Le vittorie sono ancora dentro un pensiero che non ne esclude la realizzazione. I dipendenti di Trigoria devono pensarla così. La vittoria, l’idea di vincere, deve diventare una necessità. Tutti noi dobbiamo considerarlo un evento necessario. Adeguare i comportamenti di chiunque per centrare quell’obiettivo. Da questo punto di vista non ho centrato l’obiettivo. Il tecnico spero possa farlo nei prossimi anni. In questo senso sono deluso, qui si perde e si vince alla stessa maniera. Questa è la nostra debolezza”.
I 3 ricordi più belli?
“Intanto quando ho messo piede qui dentro. Ero super motivato, ottimista. Pensavo di poter fare qualcosa di importante. Dal punto di vista analitico l’ho fatto, ma volevo qualcosa di trionfale, di forte perché si imponesse come squadra. Poi ricordo delle vittorie. Vittorie che ci sono state molto belle, tra cui quello vinto con cross di Ibarbo. Lo avete definito un flop, quando quel povero disgraziato è stato pagato 2 milioni in prestito e li abbiamo recuperati. Quel vituperato Ibarbo ci ha concesso il gol che ci ha qualificato in Champions grazie all’altro vituperato Iturbe. Ricordo tantissime altre cose, tra cui il gol di Bradley a Udine. Ci sono anche ricordi brutti, tra cui il 26 maggio. La catarsi e la rigenerazione. Subito dopo quel match ho pensato che sarebbe stato giusto cambiare indirizzo e l’ho fatto con successo. Ma il non aver vinto uno scudetto mi perseguiterà a vita, a meno che questa squadra non mi stupisca in extremis”.
Dentro la Roma c’è una corrente di pensiero che vede Totti come un blocco della massima espressione degli altri giocatori. Come la pensa a riguardo?
“Io a Francesco darei il nobel per la fisica, visto che il pallone d’oro non gliel’hanno dato. Le sue giocate non sono riproponibili. Le sue giocate hanno messo in dubbio Copernico e Keplero. Però Totti costituisce un tappo, perché lui porta una luce abbagliante e oscura tutto un gruppo di lavoro. La curiosità morbosa che si lega a qualsiasi suo gesto comprime fortemente la crescita di un gruppo di calciatori che deve comunque subordinarsi a questo. Totti è un pezzo di carne di gente che è cresciuta o invecchiata con lui. Tutti fanno fatica a staccarsi quel pezzo di carne. E’ un fenomeno che andrà raccontato tra qualche anno da persone adatte, parliamo di psicologia e sociologia qui”.
Ha smontato molte squadre. Come si concilia questo con la continuità di un percorso tecnico che vuole la vittoria?
“Ciò che è accaduto a me e che accadrà a Massara… Ah, mi permetto di dire che Ricky è un professionista laureato e competente. Accettate che sia il ds della Roma senza legami particolari con me, non è il mio delfino. Farà bene il suo lavoro. La Roma avrà un suo futuro con lui, tenendo presente gli altri dirigenti della Roma, diffamati e vituperati. Un giorno qualcuno di voi mi spiegherà perché ha l’esigenza di indebolire la Roma attraverso la demolizione dei dirigenti. C’è la tendenza a far diventare Baldini un massone dannoso, Baldissoni un arrogante calciatore di calcetto… Ora c’è Gandini, preparate un dossieraggio. Le sconfitte della Roma sono tutte le mie, non è la stampa che ha perso. Però vedete, quando la Roma è debole è meglio che resti debole. Rendete la Roma forte, fidatevi dei dirigenti. Non fateli diventare carne al macero. La Roma è debole all’esterno e lo è all’interno per via della diffamazione costante. Sostenetela la Roma, perché gli altri lo fanno con le squadre importanti”.
La schizofrenia sul mercato?
“Una necessità. Sul mercato siamo ancora un po’ più deboli degli altri. La Roma deve fare un po’ di casino, fare un mercato rissaiolo. Nella Roma una continuità c’è stata, se vai a vedere la formazione dell’anno scorso. Quest’ultimo mercato non è stato pirotecnico, incentrato sulla difesa perché gli altri reparti hanno fatto bene. C’è il pressing della UEFA che poi non va dimenticato”.
Il ds chiede di fumare una sigaretta, accenna a fumarla e riparte con la conferenza.
Le è capitato di sbattere i pugni per un giocatore? In caso contrario, ha avuto l’impressione di vendere l’anima ai padroni?
“La mia anima è talmente complicata che non la comprerebbe nessuno. Se vendo Benatia e compro Manolas non produco un danno. I calciatori che sono stati venduti sono sempre stati adeguatamente sostituiti. L’ho fatto nella speranza di non indebolire mai la squadra. Se perdo Ljajic e prendo Perotti, con tutto il rispetto per un ragazzo che amato, credo di aver dato un vantaggio al club. Vendo Marquinhos per prendere Benatia. Questi sono stati i casi fortunati. Ho sempre cercato di essere competitivi e lo siamo stati. Non abbiamo vinto ma siamo stati una squadra che ha dato fastidio chiunque. Abbiamo fatto 85 punti in un campionato che ha visto vincere una Juventus straordinaria. Non si arriva mai a coagulare un gruppo, ma abbiamo dovuto farlo per essere competitivi. Dentro queste scelte ho fatto anche qualche papera, tante cose non hanno funzionato”.
Le società straniere, a volte, non sanno cosa comprano. Pallotta si è reso conto di cosa ha comprato, di cosa è la Roma?
“Penso di sì, se ne rende conto quando viene qui e si affaccia per le strade. Però è anche una questione culturale, è un imprenditore americano che crede di dover fare le cose a una certa maniera. E’ un bostoniano allegro, incline alla statistica, io sono un europeo crepuscolare, solitario. Sono un etrusco crepuscolare. Pallotta vive e pensa il calcio così come pensa alle sue aziende. Con Pallotta c’è rispetto reciproco, la risoluzione consensuale dimostra l’ottimo rapporto tra noi. Si è sempre fidato di me. Non è stato così lontano dal perseguire obiettivi importanti. Milan e Inter vorrebbero essere la Roma. Noi siamo incappati in un ciclo straordinario della Juve, ma non siamo stati tanto al di sotto di loro al di là dei 17 punti. Abbiamo portato qui Spalletti che sta avendo i suoi risultati, la sua è una media scudetto”.
Tre minuti di pausa per Walter Sabatini, a breve la conferenza riprenderà.
Pensa di aver concluso il percorso dei rinnovi contrattuali?
“Nainggolan ha chiesto un adeguamento, ma non è all’ordine del giorno. Credo gli verrà dato un premio. Stiamo negoziando. I giocatori si devono rendere conto che questa società ha iniziato la stagione con dei presupposti che si sono ammortiti, come la sconfitta in Champions. Ci sono negoziazioni inevitabili, che verranno portate avanti da Baldissoni. Ma non è una priorità assoluta in questo momento. Fare cose importanti lo è”.
Perché va via dalla Roma?
“Sono cambiate le regole in ingaggio. Io posso fare solo il mio calcio. Io sono incancrenito, non riesco ad adeguarmi. Il presidente e i suoi collaboratori, legittimamente, puntano su altre prerogative. Stanno cercando un algoritmo vincente, io vivo nel mio istinto. Io non vedo il pallone come un oggetto sferico, io lì dentro vedo un universo intero. Sono dentro e fuori il pallone, sono con i calciatori. Io vivo il mio calcio e non può essere freddamente riportato alle statistiche che descrivono un giocatore. Le statistiche aiutano ma non sempre. Non voglio combattere queste tesi, non intendo cambiare. Invece in questa società, alcuni collaboratori di Pallotta puntano su altre vie, inclini ai meeting e ai numeri. Io invece passo le notti insonni e a volte sbaglio prendendo Piris… Povero Piris. Ha fatto bene all’Udinese ma evidentemente non era da Roma”.
Lei verrà sostituito da una macchina?
“No, da una cultura, da un modo di fare che non è deprecabile. Ma io devo e voglio fare il mio calcio. Qui posso farlo di meno, ora, nonostante il rispetto di tutti. Non posso essere completamente me stesso. La causa scatenante della mia decisione è stata data da un giocatore forte che ho perso, e che avrebbe portato una commissione grassa. Sentendo alle mie spalle tante recriminazioni e punti di domanda ho perso l’attimo fuggente. Quando c’è da prendere una cosa lo faccio senza problemi. Se non sono più in grado di farlo devo andarmene”.
Chi è il giocatore?
“Ci arriverete voi, io sono troppo inc***ato. Odio non averlo preso e voglio sportivamente morire. Se io fossi un ds simmetrico vi direi che sono stanco e che farò viaggi di studio. No, non ne ho bisogno. Cercherò una tana dove rinchiudermi e stare zitto, 10-20 giorni. Spegnerò tutto, devo raccogliere le idee. Questo episodio è stato decisivo, però. Non devo essere più io il ds della Roma”.
Ci spiega il ruolo di Baldini? Perché non è chiaro…
“Massara potrebbe essere il ds della Roma per anni. Meriterà di fare questo mestiere a lungo. Il ruolo di Baldini è meglio che ve lo spieghi lui o Pallotta. Prima di accettare questo incarico da parte di Pallotta mi ha chiesto se mi desse fastidio questo suo inserimento. E’ un grande acquisto per la Roma, fatto salvo che è notoriamente un massone… (ride, ndr)”.
Sulle commissioni:
“Parliamo di commissioni. Quante battute avete fatto? Io ho sottoscritto commissioni perché funzionano così. Con le commissioni si acquistano giocatori, perché in alcuni territori ci sono parcellizzazioni. Le commissioni le hanno prese chi avrebbe dovuto prenderle. La Roma è una società onesta, io sono un uomo onesto. Questi individui venissero con me in tribunale, tirassero fuori i fatti. Poi iscrivetevi alla ‘cialtroni & co’ e andiamo a giocarci i vostri soldi. Le commissioni, ah… Gli agenti, ah… Le vacanze con le signorine… Io non ne ho mai avuto bisogno!”.
Qualcuno le ha mai suggerito chi comprare? Chi non ha voluto cedere e chi invece non ha mai comprato?
“Sì, e puntualmente non lo faccio se non ritengo che debba esser fatto. Anche all’interno del club ci ha provato qualcuno. Chi non avrei mai voluto cedere è stato Lamela. Farlo mi ha ucciso. Erik è stata la mia provocazione. Quando ho ritenuto di essere ds della Roma l’ho subito voluto. Aveva 19 anni, volevo dare un segnale forte di presenza. Ho voluto quell’operazione per dimostrare a tutti che la Roma poteva sgomitare nel grande calcio. Ho portato un giocatore splendido, che alla settima giornata si è presentato con un gol bellissimo al Palermo. Venderlo è stato un grande dolore. Ogni volta che ho venduto un giocatore forte mi sono sentito male, edulcorato da un acquisto successivo”.
Future destinazioni?
“Essendo un incosciente definitivo io non faccio scelte avendo delle coperture. Da oggi pomeriggio sono un disoccupato. Per me la vita è un corollario. Io vivo solo se lavoro, auspico che qualcuno mi cercherà. Non guardo alle grandi società, un panino alla mortadella vale quanto un caviale. Basta che faccio il mio calcio”.
Lei disse ai tifosi di non affezionarsi troppo ai calciatori. Lo stadio sempre più vuoto non dipende anche da questo?
“L’ho detto per la natura di questo calcio moderno. Ma non capisco perché la Roma non si debba affezionare a Perotti o a Manolas, o a Dzeko, un’evidente cariatide. Ci si può affezionare a tanti ragazzi della Roma. Strategicamente un giocatore cambia piazza. Quando migliorano le prestazioni dei calciatori nasce un problema salariale. Quando un giocatore va oltre la prestazione sufficiente succede questo. Io, ad esempio, sono tanto affezionato ai miei calciatori”.
Ha la sensazione che Pallotta si sia stufato della Roma?
“No, anzi. Per lui è un privilegio. E’ molto attaccato all’idea di volere forte la Roma. Migliorerà a vorrà migliorare, ha idee”.
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Re: addio

Messaggio Da GialloRosso81 il Ven 7 Ott 2016 - 16:22

Da sottolineare questa riflessione su Totti:
"Però Totti costituisce un tappo, perché lui porta una luce abbagliante e oscura tutto un gruppo di lavoro. La curiosità morbosa che si lega a qualsiasi suo gesto comprime fortemente la crescita di un gruppo di calciatori che deve comunque subordinarsi a questo. Totti è un pezzo di carne di gente che è cresciuta o invecchiata con lui. Tutti fanno fatica a staccarsi quel pezzo di carne. E’ un fenomeno che andrà raccontato tra qualche anno da persone adatte, parliamo di psicologia e sociologia qui”.
Assolutamente chiaro su uno dei motivi per cui questa squadra non cresce e non vince.
Una cosa che sostengo da molto tempo e condivido pienamente.
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Re: addio

Messaggio Da giova77 il Ven 7 Ott 2016 - 17:25

mah, io credo sia un folle. Tra lui e Spalletti non si capisce cosa dicano o vogliano dire...
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Re: addio

Messaggio Da Framusician il Ven 7 Ott 2016 - 17:28

A me fa pensare al Jep Gambardella de La grande bellezza...
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